Storia

8 anni in 8 minuti

Sembra un autunno come tanti altri quello del 2007. L’autunno, per un giocatore di baseball, è la stagione peggiore: comincia a piovere, i campionati finiscono, vien buio troppo presto. In quattro parole: “arrivederci alla prossima stagione”. A Pianoro invece quell’autunno, un manipolo di persone, comincia a costruire un Sogno.
Alessandro Tagliati, per tutti “Taglia”, è allenatore di una folta schiera di bambini, alcuni molto promettenti, e da poco dirigente della Nuova Pianorese, da qualche anno rifondata e piena della elettrizzante energia dei suoi nuovi dirigenti, ma manca qualcosa. Manca la prima squadra, la SUA prima squadra, con cui ha vissuto e giocato gli anni più belli della sua vita; gli anni della C1, delle prime esperienze e vittorie sul monte. Purtroppo da qualche anno la compagine è assente dalla scena, complice la diaspora dei propri piccoli o grandi talenti, accasatisi, per mancanza della squadra, in altre limitrofe. E questo gli fa male, più del braccio destro. È uno con del carattere, Taglia, è sempre il primo a scherzare, ma di sicuro è l’ultimo a mollare: in effetti, è rimasto il solo a credere in questa squadra.

Capisce l’andazzo, forse il momento è quello buono: qualche ragazzo sì è un po’ stancato di andare a giocare in giro oppure non trova spazio, torna in alcuni la voglia di tornare “al campo”, e quando quei ragazzi dicono “al campo” vuol dire solo ed esclusivamente a Pianoro.
Bisogna ordinare un po’ le idee: va bene averne voglia, però per ricominciare serve energia, non è come trovare tutto pronto. Va bene, troviamoci per una birra all’Amadeus. Qualche breve convenevole, non si gioca assieme da un paio d’anni ma ci si conosce da una vita, ed il feeling non ha bisogno di essere troppo stimolato. Appena seduti, in quattro gatti, capimmo subito che ad Aprile si tornava a casa. Va bene, ok, ma ci sono diverse cose da organizzare: primo tra tutti l’esborso economico, poi il campo, i giocatori, le divise… “Cameriera, una penna per favore”, Taglia gira la tovaglietta di carta sotto alla birra, figurati se ha un foglio dietro, forse non sa che quel gesto entrerà per sempre nella nostra Storia.

La C2 del 2008, vista con gli occhi di oggi, è ai confini di qualsiasi logica; vai da un possibile sponsor, Oriano Sacchetti, ed esci anche con un giocatore, vai da un giocatore, Matteo Rizzi, e trovi uno sponsor. Un genitore, Sandro Vendittelli, porta un bambino a giocare: chi tornerà a giocare, alla fine, sarà il papà. Siamo vicini a trovare la quadra, ma siamo sempre in otto; “Taglia, siamo in otto, come facciamo?” “Fidati, il nono arriverà!”.. Lo vedemmo alla prima partita.

Si comincia a far sul serio, e sono subito vittorie: la squadra è ben allestita e abituata alle serie maggiori, la regular season fila liscia come l’olio. Peró nel baseball non si sa mai, “non è finita, finché non è finita”, ci sono i playoff. Ad agosto la notizia: sorteggiati con Perugia.
Gara-1 in casa si mette male, andiamo sotto di otto punti in un amen; ci guardiamo in faccia: “un altro anno in questo inferno noi non lo facciamo”.
La rimonta è esaltante, vinciamo per manifesta. Si va a Perugia, ma i padroni di casa tirano fuori tutto quello che hanno e vincono la seconda partita, è la prima sconfitta della stagione. Accidenti a questo sport, vinci per quattro mesi di fila ed in un giorno puoi perdere TUTTO.
La bella è monologo del nostro lanciatore, Luigi Marra, mano a mano che l’oscurità prende il sopravvento. Dal bullpen Federico Conti sfoggia la stoffa del closer, e chiude la partita nella notte perugina, ad un pop agli esterni dal veder tutto andare in fumo (“ma tu li riesci a vedere gli esterni?”). Festa grande coi tifosi al seguito, tutti sotto la doccia, Pianoro è tornata in C1.

Passa un autunno, stessa storia, arriva aprile: il cambio di serie si sente, il livello si alza e non è tutto facile come l’anno prima. Minerbio vola in serie B, noi stiamo a guardare, consci che ci manca qualcosa.
Taglia si guarda allo specchio, la squadra è quella giusta, ma allenare degli amici si rende conto che sia un peso ed un limite. Sono momenti difficili per lui, mettere davanti l’orgoglio del tecnico, guidare la squadra in prima persona o farsi da parte e aprire una stagione nuova? Ci pensa, si guarda intorno, poi prende la decisione: “ragazzi con voi, da allenatore, mi sento di aver dato tutto, ma non sono all’altezza, serve altro”. Lo sente come un fallimento personale, sarà, come sempre, la scelta giusta.
Si apre il 2010 con la staffetta in panchina: Oriano Sacchetti diventa manager, Taglia torna a giocare. “Al campo” cominciano a tornare giocatori importanti, Matteo Rizzi su tutti, dopo anni di Accademia e serie maggiori. E’ anche il momento per far entrare nel gruppo alcuni ragazzi delle giovanili e arrivano Massimo Zucchelli, Leonardo Ajuti e Alberto Lussiana.

La stagione comincia, e si vede subito che il piglio è diverso, ma dopo la sconfitta della prima giornata inizia una cavalcata ininterrotta di vittorie e si arriva all’ultima giornata, dentro o fuori con il Longbridge, squadra giovane che pecca di inesperienza, noi non lasciamo nulla al caso. La sorte gioca un tiro mancino bloccando l’aereo di Sandro, il partente previsto per la partita, e quindi occorre cambiare strategia: dopo una partenza sofferta arriva un triplo di Rizzi a basi cariche dà la svolta alla partita..è vittoria..secondi playoff in tre anni, “la serie C non ci basta più!“.

I playoff durano quasi più del campionato, semifinale contro Livorno alla meglio delle cinque, poi l’eventuale finale, alla peggio altre cinque partite.

La serie con Livorno è un monologo Pianoro, troppa la differenza tecnica e la motivazione: 3-0 e niente festa, c’è Caserta da affrontare in finale. Taglia è contento, si rende conto di essere nuovamente ad un passo da un’impresa senza recenti precedenti. Da dirigente, dopo la semifinale,
appare ai suoi colleghi quasi irritante. “la serie B vuol dire due partite”, dice qualcuno, “vuoi mettere che ci facciano giocare in questo campo qui?”, lo dicono in pochi, ma perché sembra un dato di fatto, “poi i soldi dove li troviamo”, “come facciamo a fargli da mangiare tra le partite”; “fermi tutti”, dice Taglia: “è da quando ho memoria con questa maglia che i soldi mancano, che il campo è un problema, e che i problemi non si riescono mai a risolvere, ma ora è il nostro momento: noi ora andiamo in serie B!”. La frase finisce e squilla il telefono: non si va a Caserta, playoff finiti, “complimenti, siete in serie B”.

Con la promozione e la prospettiva del nuovo Campionato tornano a casa giocatori pianoresi che militavano in altre Società, come Michele Garagnani, alcuni che pianoresi lo sono diventati, Andrea Paganucci, ed altri che a pianoro, di lì a poco, si troveranno come “a casa”, come Tommaso Scagnolari.

Il primo anno di B serve ad imparare…. poche vittorie e qualche batosta, ma salvezza conquistata con 2 giornate di anticipo. Il secondo si apre con la novità di Taglia che diventa Presidente, alla squadra si uniscono una vecchia conoscenza di Pianoro, Frank Balbuena, e un ragazzino che ha militato nelle giovanili, Luca Lussiana, il campionato nonostante le difficoltà economiche e logistiche, dovute anche a trasferte impegnative come Cagliari, si conclude con Pianoro che si piazza a metà classifica.

Nell’inverno 2012 questa storia si trova a un punto cruciale: i primi due anni in categoria hanno messo a dura prova giocatori e tecnici, e sembra che la squadra, da un punto di vista di motivazioni, si stia arenando.
L’anno successivo è il 2013, l’anno del cambio al timone della squadra dove viene chiamato Pino Viesti, uno che a Pianoro ha vinto uno scudetto juniores, gicandoci persino in serie A, mentre il roster si arricchisce della presenza di Federico Bardasi (anche lui con un trascorso nelle giovanili verde blu), Tommaso Ariatti e Mirko Chieregatti. Il campionato vede Pianoro protagonista, ma senza riuscire a raggiungere il vertice.

Nel 2014 il primo grande traguardo: dopo un campionato equilibrato, Pianoro è primo nel suo girone e quindi approda ai Play off che si giocheranno in due turni entrambi al meglio dei 5 incontri, ma mentre il primo va in porto sul velluto con 3 nette vittorie (2 per manifesta) sul Vercelli, il secondo è proibitivo contro un Redipuglia troppo forte che non lascia scampo. In quel sabato, 27 Settembre, davanti agli avversari che vincono la partita decisiva e festeggiano, per un attimo l’aria, nel dugout, sembra fermarsi, come a dire: “C’eravamo davvero vicini…”.

Si arriva così al 2015, il primo anno del nuovo Consiglio direttivo; il roster è sempre quello, puntellato da giocatori che nell’anno faranno la differenza: Carlos Guevara, giocatore di esperienza nella categoria, e due giovanissimi: Iacopo Clemente (con questa maglia dai ragazzi alla serie A) e Mattia Ruzzu. Come è andata quest’anno lo sappiamo tutti: una regular season nel girone più duro della Serie B partita incerta, ma conclusa al primo posto e l’accesso ai Playoff: turno unico al meglio delle 5 gare. Gara uno è un monologo, Pianoro vince con autorità, Gara 2 resterà nella storia come la rimonta più spettacolare degli ultimi anni, segnando 4 punti nell’ultimo attacco, a due out da perdere la partita, e vincendo 7 a 6 in una “Bombonera” gremita e festante. Gara 3 in trasferta a Ponzano con una partenza lenta e un crescendo che ha legittimato in pieno una grande vittoria.

Come è stato detto già più volte, di questa giornata il ricordo più bello è ancora legato a Taglia che con le sue lacrime ha scritto una delle più belle pagine sportive della storia di Pianoro, tutto era partito da un Sogno, questa è la chiave della nostra storia, e sicuramente il nostro Presidente potrà citare un grande come John Lennon che in una delle sue più belle canzoni scriveva: “Tu puoi dire che io sia un sognatore / ma io non sono l’unico!”… e la storia lo ha dimostrato!